Naming o Marketing? Ecco la trovata pubblicitaria di Sal De Riso

"È piccolo, di vari colori a seconda dei gusti e dalla forma a cupolotto. È morbido e goloso, a base di frutta secca. Ce ne sono per ogni preferenza: alle noci, alle nocciole, ai pistacchi e alle mandorle". Lo so, vi abbiamo fatto venire fame.

 

In effetti è così che Sal De Riso, il pasticciere della Costiera Amalfitana più famoso al mondo, ha deciso di promuovere il suo nuovo prodotto: lanciando un contest, ossia un concorso, per la scelta del nome. I "senza nome" - fino al 20 agosto si sono chiamati così - sono stati da subito disponibili sul mercato. In palio per il nome più bello? Una cena per due al Bistrot di Sal De Riso. Una trovata non particolarmente originale, ma sicuramente funzionale, e saremmo curiosi di sapere quali siano stati i risultati in termini di conversioni.

 

Ma, prima di conoscere quale sia stato il nome vincitore, vediamo come un'operazione che riguarda apparentemente il naming, ossia la definizione del nome, sia stata in realtà un'operazione di marketing.

 

 

 

Per scegliere il nome di un prodotto o di un servizio (appunto naming) bisogna avere chiaro, tra le altre cose, il target a cui è indirizzato quel prodotto. Nel caso di specie, ossia il dolce, bisogna ragionare su chi mangerà quel dolce (e il "chi" va declinato nella maniera più specifica possibile), dove si intrattiene solitamente quella persona, in quale occasione lo mangerà, quale è la sua capacità di spesa e cosa altro acquista generalmente, qual è la sua esperienza di acquisto e dove verrà effettuata. Un insieme di dati che l'azienda non ci dà. Perché Sal De Riso non può di certo affidare il nome della sua ultima creazione ad un'ispirazione del lettore, se non per motivi di marketing. Chiaro, no?

 

Le persone, che si sono impegnate nel cercare un nome, non sono state interpellate esclusivamente per il naming, non è di loro competenza. Sono state, però, rese partecipi di un processo di marketing che aveva come obiettivi, probabilmente, l'avvicinamento del brand (Sal De Riso) alla gente, la creazione di un legame col prodotto, la creazione di una community e la generazione di un sentiment (parole degli utenti che ruotano attorno ad una marca o un prodotto). Tutti obiettivi misurabili grazie al digital marketing che hanno giovato sicuramente all'immagine aziendale e, ci auguriamo, abbiano tenuto alte le vendite dei senzanome prima, e dei Cabochon d'Amalfi oggi.

 

Ora che abbiamo capito la differenza, veniamo al nome. Cabochon d'Amalfi è, infatti, il nome scelto per queste nuove creazioni. A sceglierlo, una donna. Cabochon è un tipo di taglio delle pietre preziose, neanche troppo facile da pronunciare. E questo, anche se non siete esperti di marketing, vi fa capire il tipo di target scelto da Sal per i suoi dolci.

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