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  • Costanza Martina Vitale

Facebook e eventi: 5 cose da NON fare per promuoverti online


Ok. Vuoi organizzare un evento figo. L'idea è buona, devi occuparti dell'organizzazione, delle pratiche burocratiche. Cerchi un nome, gli sponsor e vai da un grafico. Poi, sempre con puntuale ritardo, decidi di promuoverlo su facebook, che sia la tua rassegna letteraria o musicale, il tuo festival, la tua presentazione del libro, la sagra, l'aperitivo chic del bar, il concerto, la serata in discoteca e via cantando.

Come puoi pubblicizzare l'evento? I social sono sicuramente il mezzo più accessibile a tutti in termini economici, ma un uso smodato potrebbe complicarti la vita. Ecco cinque cose da NON fare per promuovere correttamente il tuo evento su facebook:

1. Non ridurti all’ultimo

Lo so, vai sempre di fretta. Ma la programmazione è importante per una campagna facebook di un evento, tanto quanto quella di un’impresa. Conoscere in tempo tutti gli elementi caratterizzanti del tuo evento, dargli un’anima e un perché, scegliere quali canali social presidiare, ti darà grossi risultati e darà credibilità all’evento.

2. Attenzione agli hashtag

Hashtag è una parola composta da due parole che significa “cancelletto-etichetta”. Su twitter, come su facebook e instagram, viene usata per raccogliere tutti i contenuti dentro un particolare argomento facendo seguire al # la parola o la frase rappresentativa. Facci caso: quando crei un hashtag, si crea un link sul quale le persone possono cliccare e vedere tutti gli argomenti e i contenuti correlati a quel particolare hashtag. Promuovere su facebook il tuo evento elencando un numero spropositato di hashtag, spesso incomprensibili, non è bene. Innanzitutto perché cliccare sul link significa uscire dal post, quindi distrai le persone alle quali volevi comunicare il tuo fantastico evento. In secondo luogo, l’hashtag è consigliabile che sia uno, originale e caratterizzante per ogni evento. In questo modo non solo dai un’impronta personale (una sorta di slogan) all’evento, ma quando gli altri ci cliccheranno su, le persone andranno su una pagina che contiene post collegati al tuo evento e non roba d’altri. Meglio, no?

3. La locandina non è social

Eh no, non lo è. Ok, ti sei fatto fare la locandina e magari ne vai anche fiera o fiero perché hanno fatto un buon lavoro: sono contenta per te. Usala pure in tutti i contesti in cui generalmente si usa una locandina. Magari pubblicala anche una volta su facebook, ma non fare che sia il tuo unico contenuto social. Coinvolgi il pubblico con immagini reali: la preparazione, i protagonisti o il backstage dell’evento. Pubblica video e fai dirette (possibilmente sensati e non di cattiva qualità). Spiega cosa andranno a vedere le persone e perché dovrebbero farlo. Voglio essere sicura che tu lo abbia capito: la locandina non è social.

4. Tag? No, grazie

Poche cose sono fastidiose come il venire taggati in cose che non ci appartengono. Il tag è, appunto, l’etichetta che viene apposta in genere su una foto, per indicare che uno dei nostri amici è lì. Anche qui, però, l’uso del tag non viene rispettato e si finisce per taggare in foto, locandine e post, una serie di sconosciuti per far arrivare loro forzatamente la notifica del nostro post e, in qualche modo, interessarli all’evento. Sbagliato. È una pratica fastidiosa ed è questo il sentimento che potresti trasmettere a chi andrà a controllare quella notifica: fastidio.

5. Occhio ai risultati

Se ti sei avvalso di una pagina e non di un profilo per pubblicizzare il tuo evento, allora avrai dei dati da poter analizzare. Ti consiglio di farlo. Capire quale contenuto ha coinvolto di più il tuo pubblico è importante per migliorare la comunicazione e quindi l’impatto dell’evento sul pubblico.


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